Secondo romanzo della trilogia “Bitania”
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8 Commenti
  • Maria Rita Spada
    Pubblicato alle 17:43h, 26 Ottobre Rispondi

    Testo raro per capacità narrativa e per profondità di fonti che testimoniano la conoscenza scientifica, quella classica e quella collegata anche alle civiltà meno note come quella orientali.
    Già l’affresco definito con il primo romanzo “La biblioteca antica di Tadio” ha colpito noi lettori per la trama complessa e nello stesso tempo lucida: abbiamo iniziato a comprendere Bitania, ma soprattutto a comprendere che cosa possa salvare l’umanità dalla catastrofe. In un nuovo alto medioevo privo di fonti gli uomini a fatica ricostruiscono il proprio sapere, affrontano il tema del linguaggio della sua potenza. “Le mura di Nora” ci hanno affascinato a partire dal racconto della costruzione della cinta muraria di Nora; ritorna il tema dei significati profondi delle parole dell’uso della conoscenza per il bene. E se nel primo romanzo si è parlato soprattutto della crisi climatica, “Le mura di Nora” ci fanno ragionare sul tema dei robot delle loro applicazioni, dell’interazione con l’uomo; è il personaggio di Boris Vassilev, ucraino pilota che diventa il nostro Virgilio nell’esplorare le nuove dinamiche. Quante cose ha anticipato l’autore con la sua competenza storica!
    Qualcuno potrebbe pensare che i due Romanzi siano una distopia per una rappresentazione di assetti politico-sociali e tecnologici negativi; non credo e penso che non sia neppure un’utopia; mi sembra piuttosto una ucronia che descrive un mondo alternativo dove la storia potrebbe seguire un corso dei possibili percorsi rispetto a quello a cui la nostra realtà ci sta conducendo.
    Dipende molto da come noi ora sapremo indirizzare le crisi e soprattutto da come sapremo difendere con la cultura e passione per la scienza le conquiste del genere umano per una società migliore ed equa. Ringrazio l’autore per dare al lettore la possibilità di comprendere quanto siamo tutti chiamati a difendere i pilastri di questa libertà anche usando la tecnologia.

    • GvLL
      Pubblicato alle 15:09h, 14 Gennaio Rispondi

      Negli ultimi due anni sono avvenuti fatti molto più gravi di quanto io potessi aver immaginato. Le
      risorse energetiche con cui cerchiamo di fronteggiare le crescenti esigenze della moderna società
      umana sono nuovamente dominate dai modelli tradizionali. Si assiste a un regresso nella presa di
      coscienza del problema climatico. Purtroppo il pianeta che popoliamo sta accumulando gli effetti di
      questo degrado e ci chiederà conto, molto presto, della nostra imprevidenza.

  • Claudio
    Pubblicato alle 15:09h, 09 Settembre Rispondi

    Nel nuovo romanzo, la parte in cui le due sacerdotesse si impegnano nel calcolo del raggio della Terra è un po’ noiosa, e un lettore non particolarmente interessato a questi problemi può essere scoraggiato a continuare.

    • GvLL
      Pubblicato alle 15:17h, 09 Settembre Rispondi

      E’ vero. Mi è già stato segnalato. Prima della stampa definitiva accorcerò questa parte. Tuttavia, gli aspetti più significativi dei dialoghi che si svolgono riguardano gli stratagemmi che mettono in atto per ottenere i loro scopi. In questo, anche il re Tanhos e il pastore, marito di Mirga, non sono da meno. L’impegno nella misura del raggio della Terra è solo un pretesto per delineare le loro psicologie.

  • Sofia
    Pubblicato alle 15:05h, 22 Agosto Rispondi

    Nel secondo romanzo della trilogia, all’inizio (p. 11), si parla di una pandemia. E’ chiaramente quella del Covid. Non si parla però della guerra in Ucraina. Per il resto, si tratta di una storia molto verosimile. E l’ultima parte, quella narrata in prima persona dal robot, è veramente avvincente!

    • GvLL
      Pubblicato alle 15:07h, 22 Agosto Rispondi

      Tutti e tre i romanzi sono stati concepiti nel 2016. Trump era ancora in campagna elettorale, e l’invasione della Crimea era avvenuta da poco. La stesura attuale è di settembre 2021. Mi è sembrato giusto accennare alla pandemia, pur affermando che viene superata da una umanità ancora capace di cooperare. Non ho parlato della guerra in Ucraina semplicemente perché non era ancora scoppiata. Nei prossimi mesi, in una versione aggiornata, aggiungerò un commento anche su questo.
      Sperando che nel frattempo anche tale motivo di apprensione possa essere superato. Invece mi dispiace constatare che, su molte questioni legate alla crisi climatica, purtroppo, le previsioni fatte sono state confermate.

  • anna
    Pubblicato alle 15:42h, 14 Dicembre Rispondi

    Come si fa a riuscire a seguire tre storie, tutte in qualche modo correlate tra loro?

    • GvLL
      Pubblicato alle 19:28h, 17 Dicembre Rispondi

      Effettivamente seguire tre storie può essere un po’ complicato. La prima e la terza si svolgono nell’arco di pochi decenni. Invece la seconda serve per collegare le due precedenti, e si sviluppa attraverso un paio di secoli. Questa volta non c’è, come nel romanzo “La biblioteca antica di Tadio”, alcuna sorpresa finale. Si capisce infatti, fino dalla presentazione delle tre storie nei primi tre capitoli, quale sia la successione temporale tra esse. Tuttavia il lettore dovrebbe rendersi conto un po’ alla volta di tutti i legami e le implicazioni che attraversano la narrazione. Tra i temi che contraddistinguono questo nuovo romanzo vi sono: la crisi climatica che lentamente viene superata, l’importanza della scrittura per tramandare le tradizioni in una società umana fortemente regredita, la coesistenza di credenze mitologiche con ragionamenti razionali. Un tema poi, particolarmente attuale già nella società contemporanea, viene sviluppato con riferimento all’aiuto che gli umani potrebbero ricevere da robot molto evoluti. E tra le trovate, penso, più originali, vi è la descrizione del giudizio che, un po’ alla volta, i robot potrebbero maturare a proposito degli umani stessi.

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